Spettacolo

Nelle tante scorribande che hanno segnato la vita e i giorni di Piero Ciampi, infatti, la Calabria ha occupato un posto di rilievo, riemergendo spesso come approdo sia pure temporaneo del suo inquieto vagabondare. Ed è nel corso di una di queste sue discese in fondo alla penisola che quell’autore che amava definirsi “livornese, anarchico, comunista” incontra il catanzarese Pino Pavone con il quale stringe un rapporto di amicizia e lavoro che si rafforza poi a Roma, tra poesia e canzoni, la passione per il calcio e la comune condizione di divorziati che con difficoltà riescono a vedere i propri figli. Assieme al fratello Roberto Ciampi, con il quale divide anche il suo studio da avvocato a Roma, Pavone è così l’unico autore ad avere collaborato ai testi del cantautore livornese ai quali conferisce una profondità ulteriore anche in ragione delle sue incombenze professionali: a chi altri sarebbe venuto in mente di ambientare una canzone d’amore in un palazzo di giustizia?

Avvocato e catanzarese come Pavone, già calciatore del Catanzaro ai tempi del mitico Palanca, Peppe Fonte ha rivisitato alcuni dei brani più significativi nati all’interno di questo sodalizio calabro-livornese e, allo stesso tempo, ha offerto un omaggio alla sua stessa educazione sentimentale, avviata sulla spinta di un incontro occasionale, lui ancora ragazzino, con Piero Ciampi e poi indirizzata verso la canzone d’autore grazie all’assidua frequentazione del suo principale collaboratore. E’, infatti, Pino Pavone ad accompagnarlo, agli inizi degli anni Novanta, nella “tana dell’orso”, dove si svolgevano i provini delle nuove canzoni per la RCA, a introdurlo nell’ambiente musicale e a guidarlo nella “processione degli accordi e il crocefisso delle parole”, fino a comporre assieme a lui molti brani e, infine, a condividere con lui il lascito ideale e anche più concrete memorie del grande livornese, come i quaderni di appunti inediti che sono alla base anche di alcuni brani di questo nuovo disco, in parte pubblicati nel booklet del cd.

La nomination per le Targhe Tenco è ancora più lusinghiera per Fonte considerando che il suo cd è uscito verso la fine di maggio e, in brevissimo tempo, si è guadagnato comunque il consenso di una platea di esperti di grande rilievo e prestigio grazie a una rivisitazione particolarmente sentita di un repertorio di grande fascino, aiutato anche dalla magistrali orchestrazioni di Riccardo Biseo e dall’ensemble di straordinari musicisti che con loro hanno lavorato rimanendo sempre in terra calabra.

Fonte: Ufficio stampa Squilibri Editore

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